Giuseppe Leopizzi | Blefaroplastica
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Interventi

Blefaroplastica

Più che parlare di blefaroplastica, dovremmo parlare in realtà di chirurgia dello sguardo, perché dalla sua qualità, vero specchio dell’anima, dipende ciò che noi trasmettiamo agli altri. La blefaroplastica è dunque un intervento difficile, non tanto nell’esecuzione, ma nella giusta programmazione.

 

La regione degli occhi è la prima a risentire dell’invecchiamento, con la discesa del sopracciglio, il rilassamento della pelle, le rughe e la comparsa di borse, tutti segni che danno allo sguardo un aspetto stanco e triste. In genere il rilassamento della pelle è in genere più evidente sulle palpebre superiori, mentre inferiormente sono più evidenti le borse di grasso. I primi segni compaiono spesso intorno ai 35-40 anni, anche se talvolta, per fenomeni ereditari, possiamo vedere comparire le borse anche in persone più giovani. Compito del chirurgo è quello di attenuare i segni negativi, senza cambiare l’espressione, che è il segreto della personalità.

 

Gli interventi sono eseguiti in anestesia locale, con sedazione profonda, ambulatorialmente.

Blefaroplastica Superiore

Nel valutare la quantità di pelle in eccesso a carico della palpebra superiore è necessario sempre valutare la posizione della coda del sopracciglio

L’intervento si rende necessario quando la pelle in eccesso pesa sulla palpebra, spesso associata alla presenza di  borse di grasso. Eseguire la blefaroplastica superiore senza coinvolgere il sopracciglio è un grosso errore, perché spesso è proprio la discesa della coda del sopracciglio a determinare un cambiamento dell’espressione dello sguardo, che appare stanco e triste.

 

La sua discesa, infatti, provoca uno pseudo eccesso cutaneo e basta compiere con un dito il gesto di sollevare la coda del sopracciglio per vedere sparire o attenuarsi notevolmente la pesantezza cutanea, in particolare verso l’angolo dell’occhio, area cruciale nel determinare la qualità dello sguardo.

 

Questo è il punto più importante nella programmazione della blefaroplastica superiore, bisogna asportare solo la cute realmente in eccesso e completare l’intervento con la correzione simultanea della posizione della coda del sopracciglio, solo così si eseguirà una vera chirurgia dello sguardo e non una semplice chirurgia della pelle rilassata.

 

Questo vuol dire che frequentemente la blefaroplastica superiore deve essere associata ed un minilifting del sopracciglio.

 

Una modesta risalita del sopracciglio può essere eseguita, nel corso della blefaroplastica superiore, attraverso l’incisione praticata per asportare la pelle in eccesso dalla palpebra. Se la necessità della risalita del sopracciglio è più importante, è necessario eseguire un vero minilifting superiore.

 

La correzione del reale eccesso di cute palpebrale è eseguita praticando un’incisione nella piega naturale della palpebra superiore, se ne asporta una quantità molto calibrata insieme al grasso eventualmente in eccesso.

 

Svuotare molto invecchia lo sguardo!

 

Dopo pochi giorni si rimuovono i punti e l’inevitabile gonfiore ed ecchimosi regrediscono in pochi giorni

Blefaroplastica Inferiore

Anche sulla palpebra inferiore valgono i medesimi principi delle palpebre superiori. Obiettivo della chirurgia quello di rimuovere le borse e mettere in tensione pelle e muscolo orbicolare se rilassati.

Esistono fondamentalmente due tipi di blefaroplastica inferiore, la trans-congiuntivale e la tradizionale esterna.

Blefaroplastica trans-congiuntivale

Questo tipo d’operazione è indicato quando sono presenti le borse, ma la pelle non è rilassata, quindi non necessita di essere tirata.

Non ha tagli esterni, quindi niente punti né cicatrici. Si esegue una piccola incisione internamente alla palpebra inferiore, nella congiuntiva, e si asporta una calibrata quantità del grasso responsabile della formazione delle borse.

 

Nelle giuste indicazioni si hanno risultati molto buoni, senza cicatrici esterne.

Blefaroplastica tradizionale esterna

Quando la pelle è molto rilassata bisogna invece eseguire la via esterna, praticando l’incisione sulla palpebra inferiore, vicino alle ciglia.

 

Si prosegue lo scollamento del lembo di pelle e muscolo, scoprendo le borse di grasso che vengono con prudenza ridotte. Si elimina con grande cautela la pelle in eccesso e si sutura.

 

Grande attenzione bisogna porre in questa fase, perché un eccesso di asportazione cutanea può cambiare la forma dell’occhio (occhio tondo), espressione tipica di un intervento malfatto. Nel dubbio è meglio lasciare un po’ di pelle in più e qualche rughetta, perchè questa deve essere la chirurgia dello sguardo e non semplicemente della pelle rilassata. Quest’intervento può essere allargato anche verso il basso sullo zigomo per tirare verso l’alto i tessuti zigomatici, ridando volume e rotondità a questa zona così importante per la qualità dello sguardo.

Post Operatorio

I punti di sutura sono rimossi dopo quattro o cinque giorni nella blefaroplastica superiore ed inferiore esterna. Ricordiamo che nella trans-congiuntivale non si applicano punti, perché la congiuntiva si ripara spontaneamente senza problemi. Dopo l’intervento, a seconda della sua estensione e di un’individuale predisposizione, bisogna aspettarsi più o meno gonfiori e lividi. In generale buona parte di questi segni scompaiono in una settimana, ma un leggero gonfiore rimane più a lungo.

 

Per quasi un mese lo sguardo può essere non limpido, come quando si ha un raffreddore. Le cicatrici sia superiori che inferiori divengono in genere totalmente invisibili o ben dissimulate in una piega naturale, nell’arco di circa un paio di mesi. Per i primi due mesi è opportuno non esporsi al sole senza adeguata protezione. E’ meglio evitare l’attività sportiva e gli sforzi fisici per il primo mese.