Giuseppe Leopizzi | Lipoaspirazione
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Interventi

Lipoaspirazione

La lipoaspirazione è sicuramente l’intervento più rivoluzionario che sia stato ideato nell’ultimo ventennio.

 

Il grasso aspirato ritorna? Questa è la domanda più ricorrente. La risposta è no, ma cerchiamo di capire il perché. Sin dal momento della nascita è scritto nel nostro codice genetico quale sarà volume e distribuzione del grasso. Queste informazioni basilari possono essere successivamente modificate da alcuni fattori, come l’alimentazione e le abitudini di vita, ma inevitabilmente si realizzano in modo più o meno evidente alla fine dell’accrescimento corporeo. Il numero per centimetro quadrato delle cellule di grasso, chiamate adipociti, e la loro disposizione determinano la distribuzione del grasso e la forma del corpo alla fine dell’accrescimento.

 

Quando noi ingrassiamo o dimagriamo, non cambia più la distribuzione degli adipociti o il loro numero, ma solo il loro volume. In altre parole gli adipociti sono come dei palloncini. Il loro numero è fisso dopo la fine dell’accrescimento e la loro distribuzione è stata imposta da una predisposizione genetica. Se ingrassiamo o dimagriamo, i palloncini si gonfiano o si sgonfiano, ma non cambiano di numero. E’ evidente che ingrassando l’effetto è maggiore in quelle aree in cui vi è un più alto numero di palloncini e minore ove ve ne sono meno, poiché essi si riempiono tutti percentualmente in modo uniforme.

 

Questo spiega perché proprio le zone più odiate sono le prime ad aumentare ingrassando e le ultime a ridursi dimagrendo. Se noi aspiriamo una calibrata quantità di palloncini ove essi sono in eccesso, possiamo avere un cambiamento definitivo della forma del corpo, perché il numero degli adipociti non si modifica più dopo la fine dell’accrescimento corporeo, salvo particolari condizioni patologiche.

Lipoaspirazione tumescente

Un ulteriore miglioramento della qualità del risultato è venuto con l’affermazione dell’uso dell’anestesia locale con la tecnica definita “tumescente”. Grandi volumi di soluzione fisiologica (2/3 litri), con l’anestetico ed il vasocostrittore diluiti dentro, sono infiltrati nell’area prescelta.

 

Si procede poi all’aspirazione tradizionale, trovando un territorio quasi privo di sangue per effetto della vasocostrizione, che è più efficace nell’anestesia locale rispetto a quella generale. Inoltre la collaborazione della paziente, che può muoversi e mettersi in piedi senza problemi, consente di valutare meglio il procedere della “scultura” ed ottenere dei risultati più precisi.

Lipoaspirazione ultrasonica

L’osservazione che gli ultrasuoni provocano una certa distruzione cellulare ha suggerito l’applicazione di questa tecnologia nella lipoaspirazione. Una speciale apparecchiatura, costituita da una cannula che oltre ad aspirare è dotata in punta di un sistema d’emissione d’ultrasuoni, consente di distruggere il grasso, mentre vene, arterie e nervi sono risparmiati. Sembrerebbe la soluzione di tutti i problemi e limiti della lipoaspirazione, ma così non è.

 

Questa metodica è meno precisa della tecnica tradizionale, perché con più facilità può formare irregolarità della superficie cutanea, con formazione d’onde e depressioni, soprattutto se in mani non esperte. Oggi trova la sua collocazione ideale nel trattamento degli obesi, poiché con essa è possibile aspirare volumi enormi, sino a 30 litri, senza apprezzabile perdita ematica.

 

Ma questo tipo d’intervento è ad alto rischio e può essere eseguito solo in centri ultraspecializzati, in cui tutta un’equipe d’internisti, endocrinologi e studiosi del metabolismo corporeo affiancano il chirurgo.

Lipoaspirazione liposound

Questa metodica riunisce, a mio parere, il meglio della lipoaspirazione tumescente con i vantaggi degli ultrasuoni. Dopo aver eseguito la normale anestesia locale “tumescente”, si passano sull’area interessata degli ultrasuoni applicati sul piano cutaneo, simili a quelli in voga presso i fisioterapisti o molti centri estetici.

 

L’azione degli ultrasuoni provoca la rottura di una ridottissima quantità di cellule adipose, ma il grasso si ammorbidisce e diventa più fluido. A questo punto si possono introdurre cannule tradizionali di calibro molto ridotto, 2/3 mm massimo, che tuttavia riescono egregiamente ad aspirare egualmente il grasso reso meglio aggredibile dall’applicazione esterna degli ultrasuoni.

 

I risultati con questa metodica sono molto soddisfacenti e permettono di eseguire aspirazioni in tutte le parti del corpo, anche in quelle abitualmente ritenute vietate come: braccia, caviglie e dorso.

Intervento

Agli inizi la lipoaspirazione era eseguita esclusivamente in anestesia generale e le cannule utilizzate avevano un calibro medio di 5/8 mm. Almeno la metà dell’aspirato era sangue e necessariamente il risultato era mediocre dal punto di vista quantitativo e qualitativo. Successivamente s’iniziò ad infiltrare il grasso con farmaci capaci di provocare un restringimento dei vasi, così la quantità di sangue aspirato si ridusse e fu possibile aumentare i volumi totali d’aspirato.

 

Parallelamente il diametro delle cannule si è ridotto a 3/4 mm. ed i risultati sono divenuti certamente più soddisfacenti. Ma questa è la storia! Oggi noi eseguiamo la lipoaspirazione esclusivamente in anestesia locale, con l’ausilio di un anestesista che utilizza farmaci utili a ridurre lo stato di tensione. Dopo aver segnato con un pennarello le aree da trattare, si applicano delle borse refrigerate per desensibilizzare la pelle. Quindi si procede all’anestesia locale con anestetico diluito in molta soluzione fisiologica. Completata questa fase si passano sull’area interessata degli ultrasuoni applicati sul piano cutaneo, simili a quelli in voga presso i fisioterapisti o molti centri estetici.

 

L’azione degli ultrasuoni provoca la rottura di una ridottissima quantità di cellule adipose, ma il grasso si ammorbidisce e diventa più fluido, facilitando così la successiva azione di aspirazione. A questo punto si possono introdurre cannule tradizionali di calibro molto ridotto, 2/3 mm massimo, che tuttavia riescono egregiamente ad aspirare egualmente il grasso reso meglio aggredibile dall’applicazione esterna degli ultrasuoni.

 

I risultati con questa metodica sono molto soddisfacenti e permettono di eseguire aspirazioni in tutte le parti del corpo, anche in quelle abitualmente ritenute vietate come: braccia, caviglie e dorso.

Post Operatorio

Dopo l’intervento bisogna aspettarsi modesto gonfiore ed alcuni lividi, diversi da persona a persona a seconda della predisposizione individuale. Generalmente dopo una o due settimane questi segni regrediscono, ma un lieve gonfiore rimane spesso più a lungo, pertanto il vero risultato finale si può apprezzare solo dopo almeno sei mesi.

 

E’ utile indossare nell’immediato post-operatorio degli indumenti lievemente compressivi, alcuni colleghi continuano a preferire speciali guaine compressive; personalmente ritengo che i normali collant a compressione graduale 70 o 120 den. Per le gambe ed una comune leggera panciera per il corpo,  siano l’ideale, poiché danno una contenzione uniforme, senza creare dei punti di interruzione della compressione, come avviene con le apposite guaine da lipoaspirazione.

Il risultato finale non dipende comunque dalla compressione post-operatoria, ma è legato esclusivamente a come è stato eseguito l’intervento. Per il primo mese è opportuno non esporsi al sole ed evitare l’attività sportiva e gli sforzi fisici in genere.

Rischi

La lipoaspirazione non è totalmente priva di rischi, come nulla nella vita. Come qualsiasi altro gesto chirurgico, la lipoaspirazione possiede dei rischi che sono molto limitati se tutto è praticato da un professionista esperto che rispetti i parametri di sicurezza. Non si deve eccedere nei volumi di grasso aspirati, perché oltre i due-tre litri il pericolo di complicazioni aumenta notevolmente. Meglio, se ve n’è la necessità, eseguire un secondo intervento successivamente, piuttosto che correre rischi maggiori.

 

Non eccedere con i volumi aspirati vuol dire anche concentrarsi meglio su di una certa area, completandola in modo meticoloso per ridurre i rischi d’irregolarità.

La pelle rischia di rimanere molle ed afflosciata dopo una lipoaspirazione? Oltre alle irregolarità della superficie cutanea questo è, in effetti, un altro rischio conseguente a questo tipo d’intervento, ma può essere limitato da un’appropriata tecnica operatoria, definita lipoaspirazione superficiale. L’utilizzazione di cannule sottili 2mm. e l’uso degli ultrasuoni trans-cutanei permettono di rimuovere buona parte del grasso posto giusto sotto la pelle, la quale può così retrarsi e compattarsi meglio, dando un aspetto compatto.