Giuseppe Leopizzi | Otoplastica
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Interventi

Otoplastica

Le orecchie ad ansa (dette comunemente a sventola) sono abbastanza diffuse e sono caratterizzate da un’alterazione di posizione e di forma del padiglione auricolare, che può essere ruotato in avanti ed essere privo della normale piega verticale, detta “antelice”. Sono dovute a una malformazione della cartilagine che costituisce lo scheletro portante dell’orecchio e si presentano con una grande varietà di forma e gravità, talvolta anche solo monolateralmente.

 

Quando il padiglione auricolare è particolarmente ruotato in avanti e distaccato dal capo può creare, specie in età infantile, gravi complessi che si trascinano per tutta la vita. Capita spesso di osservare soggetti che si lasciano crescere i capelli proprio per non mostrare l’entità di questa anomalia, andando in profonda crisi quando, per ragioni di opportunità lavorativa sono costretti ad accorciare il taglio dei capelli.

 

L’unico modo per risolvere il problema è sottoporsi ad un intervento chirurgico di otoplastica, che può essere eseguito a qualsiasi età dopo i 7-8 anni, quando cioè il padiglione è già sufficientemente sviluppato. Anzi, di norma, questa è proprio l’età preferita per evitare la tortura delle continue beffe in ambiente scolare.

La soluzione al problema

L’unico modo per risolvere il problema è sottoporsi ad un intervento chirurgico di otoplastica, che può essere eseguito a qualsiasi età dopo i 7-8 anni, quando cioè il padiglione è già sufficientemente sviluppato. Anzi, di norma, questa è proprio l’età preferita per evitare la tortura delle continue beffe in ambiente scolare.

Intervento

Si esegue un’incisione sulla faccia posteriore del padiglione auricolare, asportando direttamente una losanga di pelle nei casi più accentuati. Si accede così alla cartilagine che è la struttura sulla quale si deve agire per modificarne la forma; essa viene liberata posteriormente sino al condotto uditivo e ruotata posteriormente.

 

La corretta posizione viene mantenuta applicando uno o due punti tra cartilagine e tessuto molle della testa. A questo punto, se necessario, è possibile ricreare anche la piega verticale mancante (antelice) ed operare le altre opportune modifiche per ottenere un risultato gradevole e naturale. Infine l’incisione viene chiusa con dei piccoli punti di sutura che si riassorbono da soli.

 

L’intervento viene eseguito in anestesia locale, a meno che il paziente non richieda per l’età o per la particolare emotività del soggetto una forma di sedazione, la sua durata è di circa un’ora in regime ambulatoriale.

Post Operatorio

Dopo l’intervento un lieve gonfiore ed arrossamento può comparire in corrispondenza del padiglione e persistere per circa dieci giorni, ma per avere il risultato veramente finale, anche nei dettagli, deve passare un mese.

Il lavaggio dei capelli è permesso dal giorno dopo, anzi è raccomandato. Le eventuali croste che possono formarsi sulle incisioni sono nemiche di una buona cicatrizzazione e devono continuamente essere rimosse utilizzando della garza imbevuta in semplice acqua ossigenata. Non vi è bisogno di sterilizzare le ferite, ma solo di tenerle pulite.

 

Per il primo mese è opportuno non esporsi al sole senza adeguata protezione ed evitare l’attività sportiva intensa.

Rischi

I rischi dell’intervento sono modesti. Il sanguinamento è minimo e raro, ma pur sempre possibili le infezioni.

Maggiori sono i rischi di recidiva parziale o totale della malformazione, in genere dovute ad una mancata tenuta dei punti posti a stabilizzare la nuova forma e posizione. In tali casi si rende necessario un nuovo intervento.